Cenni Storici

Nel cuore della Valdelsa, in uno dei paesaggi più scenografici dellaToscana per la dolcezza delle colline orlate di cipressi, castelli e torri, si erge Certaldo esempio raro di borgo medioevale ancora intatto, caratteristicamente elevato sulla sommità di un colle. Situato ai confini tra le provincie di Firenze e Siena, è il punto di partenza ideale per la visita alle maggiori città d’arte toscane.

Sede di insediamenti già in epoca etrusca, il nome Certaldo deriva il nome dal latino cerrus altus, o dal germanico cerrus aldo, entrambi significanti “altura ricoperta di cerri”. Fino al 1164 il feudo di Certaldo era di proprietà dei conti Alberti di Prato. Al passaggio di Federigo I° detto il Barbarossa il castello fu espropriato per farne un vicariato maggiore, che ospitò negli anni successivi 705 vicari, la cui presenza è testimoniata dai rispettivi stemmi tuttora visibili sulla facciata esterna e all’interno del Palazzo Pretorio. Dal 1415 Certaldo è sede del Vicariato, centro politico e giudiziario più importante della Valdelsa, Val di Pesa e parte del Valdarno fino a tutto il periodo Repubblicano e Mediceo.

Divenuto un paese di grandi mercanti, a Certaldo risiede la famiglia di Giovanni Boccaccio (1313 – 1375) che qui vive in vari periodi nella casa che oggi è diventata Museo visitabile. Mentre a Firenze trascriveva le opere di Dante, ricevute dal Petrarca (da qui il detto “il terzo poeta passa al secondo le opere del primo”), Boccaccio si ammala di peste e torna a Certaldo per finire la trascrizione e qui muore. Sono conservate nella Chiesa dei SS. Iacopo e Filippo le ossa del poeta il cui epitaffio è opera di Coluccio Salutati.

Certaldo è stata una delle 100 città d’Italia con le sue 25 podesterie (o comuni) sotto di se, ed ha ospitato celebri famiglie, oltre a quella di Boccaccio, si ricordano la famiglia Machiavelli e la famiglia Arena, di cui ne portano ancora il nome le torri di antica proprietà. Con l’incremento del commercio lungo la Francigena, tra ‘600 e ‘700 Certaldo si sviluppa fino alla parte bassa. Il Palazzo dei Vicari rimane fino al 1866 sede dell’Amministrazione Comunale, trasferitasi poi nell’attuale Municipio. Il Palazzo fu così venduto ai privati, che ne fecero scempio, fino a quando il Comune lo riacquistò riportandolo agli antichi splendori. Anche la Propositura di San Tommaso, prima situata nell’attuale Chiesa di S.Tommaso e Prospero (a fianco del Palazzo Pretorio), viene spostata nell’Oratorio di Sant’Andrea (1754, situato in Borgo Garibaldi) e successivamente nella Chiesa di Piazza Boccaccio, la cui costruzione inizia nel 1843.

Negli anni ’80 inizia a farsi strada un’altra grande economia, quella turistica: con la Valdelsa Certaldo diventa meta del turismo europeo e internazionale. Il Borgo Storico, detto anche “Il Castello”, è raccolto entro le mura, ancora in buona parte conservate, su cui si aprono le antiche porte di accesso al borgo: Porta Alberti, Porta al Sole e Porta al Rivellino.

Si può accedere al borgo risalendo le antiche e affascinanti ripide vie dette Costa Alberti e Costa Vecchia, oppure dalla più moderna Via del Castello. Lo spettacolo che si offre al visitatore è quello di un raro esempio di urbanistica medioevale che culmina nell’imponente Palazzo Pretorio posto alla sommità di Via Boccaccio. Caratteristica principale dei borghi medioevali, era la piazza, su cui si affacciavano tutti i poteri dell’epoca: potere religioso, politico, civile, e commerciale. Certaldo si è sviluppato su una collina dalla conformazione allungata e di forma ellissoidale che non lasciava spazio alla ‘piazza’, la cui funzione è stata quindi assunta dall’attuale Via Boccaccio sulla quale infatti si affacciano la Chiesa, il palazzo del potere (Palazzo Pretorio) e le Logge del Mercato, oggi chiuse. Gli attuali spazi che possiamo identificare con le piazze, all’epoca non erano che orti, che sarebbero serviti a fornire cibo alla popolazione in caso di assedio.

Fonte: Guida “Certaldo Un gioiello del medioevo nel cuore verde della Toscana”
a cura dell’ Ufficio Turismo e Cultura Comune di Certaldo